The Unsaid - Sotto silenzio è un film del 2001 diretto da Tom McLoughlin. Come al solito, quando dietro alla macchina da presa e sul set c...

The Unsaid - Sotto silenzio è un film del 2001 diretto da Tom McLoughlin.

Come al solito, quando dietro alla macchina da presa e sul set ci sono professionisti solidi, la storia è già nota ma la macchina funziona.

Andy Garcia interpreta un ruolo intenso, ma va tenuto d'occhio il giovane adolescente che cerca di trascinarlo con sé nell'inferno della violenza. Vincent Kartheiser è ormai abbonato a ruoli come questo. È stato omicida in Delitto + Castigo a Suburbia, spacciatore in Another Day in Paradise e adoratore del demonio in Ricky Six.

Rischia di non venirne più fuori. Bisognerà che qualcuno gli racconti la biografia di Anthony Perkins. Finché è in tempo.
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Trama.
La vita di Michael Hunter, psicologo di successo, viene sconvolta quando il figlio 16enne Kyle, in cura da un suo collega di lavoro a seguito di una grave forma di depressione adolescenziale, si uccide. Straziato dal dolore, l'uomo divorzia dalla moglie, allontanandosi così anche dall'altra sua figlia, Shelly. 

Tre anni dopo la tragedia, un giorno, durante una conferenza, il dottore incontra una sua ex-studentessa, Barbara, divenuta nel frattempo direttrice di un istituto per minorenni disagiati.
La donna, per cercare di dare una mano a Michael a riscattare la sua vita ed il suo lavoro, gli propone il caso di un ragazzo ospite presso la sua struttura, Thomas "Tommy" Caffey. Il giovane, 17enne, è in cura presso l'istituto dopo aver assistito, qualche anno prima, all'omicidio della madre per mano del padre, ergastolano, che ha sempre sostenuto di averla trovata, un giorno al rientro dal lavoro, assieme ad un altro uomo.

La preoccupazione di Barbara consiste nell'imminente compimento del diciottesimo anno d'età del ragazzo, momento in cui potrà essere libero di lasciare la struttura, in quanto la donna non sostiene sia ancora pronto per farlo. Dopo un tentennamento iniziale, Michael accetta di seguire il giovane. Ben presto, però, Tommy non solo finirà per ricordargli il figlio scomparso, ma arriverà pure a scoprire, anche grazie all'aiuto del padre del ragazzo, al quale Michael farà visita in carcere, una crudele e violenta verità, causa delle dolorose stratificazioni e contorte rimozioni psicologiche di cui Tommy è vittima, che lo rendono nello stesso tempo un pericolo per sé stesso e per gli altri.

Leggi anche: Dexter, el serial killer più amato dalla TV.

Interpreti e personaggi.
Andy Garcia: Michael Hunter
Vincent Kartheiser: Thomas Caffey
Trevor Blumas: Kyle Hunter
Linda Cardellini: Shelly Hunter
Sam Bottoms: Mr. Joseph Caffey
August Schellenberg: Det. Hannah
Chelsea Field: Penny Hunter
Brendan Fletcher: Troy Pasternak
Teri Polo: Barbara Wagner
Sarah Deakins: Diana Caffey
Ivan MacDonald: Raymond
Kim Schraner: Chloe


Doppiatori italiani.
Roberto Chevalier: Michael Hunter
Davide Chevalier: Thomas Caffey
Paolo Vivio: Kyle Hunter
Domitilla D'Amico: Shelly Hunter
Francesco Pannofino: Mr. Joseph Caffey
Luciano De Ambrosis: Det. Hannah
Pinella Dragani: Penny Hunter
Andrea Mete: Troy Pasternak
Rossella Acerbo: Barbara Wagner
Micaela Esdra: Diana Caffey
Simone Crisari: Raymond
Eleonora De Angelis: Chloe
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Equilibrium è un film fantascientifico del 2002 scritto e diretto da Kurt Wimmer, ambientato in un imprecisato futuro distopico e post apoca...

Equilibrium è un film fantascientifico del 2002 scritto e diretto da Kurt Wimmer, ambientato in un imprecisato futuro distopico e post apocalittico.

In una cornice alla 'Metropolis' di Lang il regista descrive una società rigorosamente divisa in servi e padroni sotto il segno di una bandiera-svastica, con sbirri che sciabolano come samurai ed eroi che si fanno uccidere per nascondere le poesie di Yeats.

Senza offrire grandi novità rispetto ai classici della fantasociologia, il film è girato, con un severo senso dello stile che gli conferisce una dignità alquanto arida.

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Trama.

Nell'anno 2072 una città-Stato chiamata Libria vive sotto il regime di un carismatico e misterioso dittatore, Il Padre. Dopo uno spaventoso conflitto nucleare che ha quasi spazzato via la specie umana dal pianeta, i pochi superstiti hanno deciso di creare un nuovo ordine e sradicare la guerra riconducendo la sua origine alle capacità di provare emozioni: l'eliminazione delle emozioni dall'animo dell'uomo avrebbe cancellato anche l'aggressività e gli istinti a essa collegati.

Così ogni cittadino è tenuto per legge ad assumere quotidianamente una droga, il Prozium, che inibisce le emozioni. Insieme ai sentimenti, viene eliminato qualsiasi tipo di oggetto che possa ricondurre l'uomo a ricordare la civiltà del passato: sono vietati - per la loro capacità di suscitare o far ricordare le emozioni - i libri, la musica, i giocattoli. Chi viene scoperto in possesso di questi oggetti o contesta il sistema può andare incontro alla pena di morte.

Al fine di sorvegliare l'ordine costituito è stato posto il Tetragrammaton, un'organizzazione a metà tra polizia segreta e ordine monastico, con i suoi micidiali Cleric (chierici) addestrati alle discipline di combattimento più raffinate, come il letale kata della pistola (Gun Kata). John Preston è il migliore tra i Cleric, ma anch'egli si mette in discussione dopo aver ucciso il proprio collega per averlo sorpreso a leggere un libro di poesie di Yeats.

Le parole del collega restano nella mente di Preston, facendogli ricordare la moglie, condannata a morte per aver sospeso l'assunzione di droghe e quindi capace di provare sentimenti.
Preston vive con i suoi due figli; il primogenito è molto severo e ligio al dovere: una mattina erroneamente Preston rompe la dose di droga da assumere e il ragazzo ordina al padre di andare all'Equilibrium per sostituire la dose. Preston tuttavia comincia a non assumere alcun tipo di sostanza. Una serie di vicende lo porterà a comprendere a pieno il mondo in cui vive: una dittatura basata solo sulla menzogna, in cui il vero essere umano è intrappolato dentro un corpo ormai diventato macchina per lavorare.

Grazie ad un gruppo di ribelli comincia a lottare anch'egli per la libertà e l'azione decisiva è quella di uccidere il Padre, che ogni giorno, ogni ora e in ogni momento indottrina i propri figli distorcendo le loro menti.

Preston, da assassino perfetto, diventa sensibile alla realtà che lo circonda, soprattutto dopo l'incontro con una condannata a morte nei confronti della quale prova un sentimento di cui non conosceva l'esistenza. Inoltre scopre che anche i suoi figli non assumevano più la droga da quando la madre è morta e che il loro atteggiamento è solo una copertura che garantisce la loro sopravvivenza.

Schierato ormai con i ribelli, Preston dichiara allo stato di aver trovato il fulcro della ribellione, per avere l'occasione di un incontro con il Padre in cui poterlo attaccare e uccidere. Ma durante l'udienza si rende conto che dietro gli ologrammi e la voce di colui che conduce il popolo non esiste nessuno.

Così uccide l'uomo che sta dietro a tutto ciò, il capo di Preston e del Tetragrammaton. La libertà vince sull'ingiustizia.

Leggi anche: The Lost, capolavoro di Siverston, ecco servito il delirio di onnipotenza di un ragazzo.

Interpreti e personaggi.

Christian Bale: John Preston
Sean Bean: Partridge
Taye Diggs: Brandt
Dominic Purcell: Seamus
Emily Watson: Mary O'Brien
John Keogh: Chemist
Sean Pertwee: Padre
William Fichtner: Jurgen
Angus Macfadyen: Dupont
Matthew Harbour: Robbie Preston
Emily Siewert: Lisa Preston
Maria Pia Calzone: moglie di Preston
Francesco Cabras: capo dei ribelli

Doppiatori italiani.

Riccardo Rossi: John Preston
Francesco Pannofino: Partridge
Massimo De Ambrosis: Brandt
Maurizio Romano: Seamus
Eleonora De Angelis: Mary O'Brien
Sergio Di Stefano: Padre
Christian Iansante: Jurgen
Massimo Lodolo: Dupont
Flavio Aquilone: Robbie Preston
Maurizio Reti: capo dei ribelli

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Remember è un film del 2015 diretto da Atom Egoyan. Il film è interpretato da Christopher Plummer, Bruno Ganz, Jürgen Prochnow, Heinz Liev...

Remember è un film del 2015 diretto da Atom Egoyan.

Il film è interpretato da Christopher Plummer, Bruno Ganz, Jürgen Prochnow, Heinz Lieven, Henry Czerny, Dean Norris, Martin Landau e Kim Roberts, ed è stato presentato in concorso alla 72ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia.

Remember, thriller senile sulla Memoria e sulla mostruosità banale del totalitarismo, che ha privato l'uomo della percezione di sé e di tutte le categorie intellettive soggettive, quelle che permettono di discernere e di scegliere con coscienza tra il bene e il male, ritrova l'autore e la strategia dello scarto del suo cinema, lo stravolgimento della percezione e il narcisismo con cui riconciliamo la frattura tra desiderio e identificazione.

Remember ribadisce gli elementi tipici del cinema di Egoyan, a partire dalla sua attenzione per la struttura (a puzzle o a labirinto). Una struttura che produce un'abile premessa smentita poi dall'epilogo, lasciando lo spettatore solo col suo desiderio di coerenza.

Perché una parola e un'immagine interrompono improvvisamente il processo di costruzione di senso, invalidando il lavoro compiuto e innescando un movimento di rivalutazione della vicenda che annuncia qualcosa fino a quel momento impensabile. Impossibile dire meglio e di più senza togliere allo spettatore il piacere frustrante (e frustrato) di una manifestazione inattesa.
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Trama.
Zev Guttman, ebreo affetto da demenza senile, è ricoverato in una clinica privata con Max, con cui ha condiviso un passato tragico e l'orrore di Auschwitz. Max, costretto sulla sedia a rotelle, chiede a Zev di vendicarli e di vendicare le rispettive famiglie cercando il loro aguzzino, arrivato settant'anni prima in America e riparato sotto falso nome.
Confuso dalla senilità ma determinato dal dolore, Zev riemerge dallo smarrimento leggendo la lettera di Max, che pianifica il suo viaggio illustrandone i passaggi. Quattro le identità da verificare, uno il colpo in canna per chiudere una volta per tutte col passato. Tra America e Canada, Zev troverà il suo 'nazista' e con lui una sconvolgente epifania.
C'è la memoria, quindi, al centro di tutto: il ricordarsi chi si è, cosa si è stati, cosa sia successo.
Una memoria che rischia continuamente di sbiadire definitivamente, ma con la quale si dovranno fare necessariamente conti dolorosi e inaspettati. Tanto per i protagonisti quanto per gli spettatori, che Egoyan - fedele al suo spirito di sempre, in questo - vuole sorprendere e provocare al tempo stesso, prestando però il fianco a pericolose obiezioni che riguardano i personaggi e i temi trattati proprio da un punto di vista non solo cinematografico, ma anche morale.
Leggi anche: The Lost, capolavoro di Siverston, ecco servito il delirio di onnipotenza di un ragazzo.
Interpreti e personaggi.
Christopher Plummer: Zev Gutman
Bruno Ganz: Rudy Kurlander #1
Jürgen Prochnow: Rudy Kurlander #4
Heinz Lieven: Rudy Kurlander #2
Henry Czerny: Charlie Gutman
Dean Norris: John Kurlander
Martin Landau: Max Rosenbaum
Kim Roberts: Paula
Sofia Wells: Molly
Janet Porter: madre di Molly
Peter DaCunha: Tyler
Amanda Smith: Cele
Stefani Kimber: Inge
Jane Spidell: Kristin Kurlander
Amy Wainberg: pianista

Doppiatori italiani.
Luciano De Ambrosis: Zev Gutman
Dario Penne: Rudy Kurlander #1
Bruno Alessandro: Rudy Kurlander #4
Dante Biagioni: Rudy Kurlander #2
Antonio Sanna: Charlie Gutman
Ugo Maria Morosi: John Kurlander
Rino Bolognesi: Max Rosenbaum
Paila Pavese: Cele
Daniela Calò: Kristin Kurlander
Ludovica Modugno: pianista
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The Lost è un film thriller del 2006 diretto da Chris Sivertson e tratto dal omonimo libro di Jack Ketchum. Ray Pye è un giovane di provin...

The Lost è un film thriller del 2006 diretto da Chris Sivertson e tratto dal omonimo libro di Jack Ketchum.

Ray Pye è un giovane di provincia viziato e presuntuoso, che cerca di avere tutto quello che vuole grazie ai suoi modi spacconi e violenti. Con questi modi riesce a mascherare le sue malefatte e i suoi crimini,anche violenti, grazie soprattutto al timore e alla paura che i suoi amici e i suoi conoscenti provano nei suoi riguardi.

Ma il suo equilibrio mentale incomincerà a vacillare quando iniziare a capire che il mondo non gira intorno a lui e che i suoi crimini non possono rimanere per sempre impuniti.
Eccoci quindi a un film che punta tutto sulla combustione lenta, stemperando la violenza delle prime scene (introdotte da una stupenda camminata nel bosco al ritmo di The pied piper, canzone che chiuderà poi il circolo 120 minuti dopo) in un lungo intreccio centrale dove l’azione latita ed emerge una galleria di personaggi finalmente lontani dagli stereotipi monodimensionali cui ci hanno abituati decenni di brutta cinematografia horror.

Ed è saggia la scelta di concentrarsi su Ray Pye, i suoi amici, le ragazze che conosce e i poliziotti, perchè a conti fatti, quando il ragazzaccio prenderà gli attrezzi da dietro lo specchio, saremo tutti molto più coinvolti riguardo il destino di tutti i protagonisti.
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Trama.
Già a partire dalla sequenza d'apertura si rimane ammaliati perfino dalla sbilenca camminata del protagonista, sulle note di The Pied Piper (convertita nel nostro idioma da Gianni Pettinati che ne ha realizzato una cover), un'erede del barbaro re Alarico il cui passaggio dietro di sè non lascia altro che deserti e distruzione. La storia si ripete sempre e stavolta ha preso le sembianze del furioso e dissennato Ray Pye il quale subitaneo ci presenta il suo mentale "biglietto da visita": i suoi ragionamenti, dai quali traspare una preoccupante instabilità emotiva, fanno rabbrividire e disgrazia vuole che altre due persone cadano vittima del suo vortice di follia dal quale è difficile uscire interamente illesi.

L'opera di Sivertson grida realismo da tutti i pori: nulla di cui vedremo sarà gratuito o peggio affidato al caso, bensì è la normalità a fare da guida nella messa in scena dei vari accadimenti.
Non si fraintendano però le mie parole: è il caso in cui oggettività non va di pari passo con secchezza e aridità narrativa. Per ovviare a questo problema, entrano quindi in gioco i favolosi e avvolgenti cromatismi tanto cari al regista, come ce ne ha dato prova anche nella successiva pellicola dove ha evidenziato maggiormente questa scelta stilistica.
L'immagine di sopra è una prova inconfutabile di questa inusuale direzione artistica: la ragazza ivi raffigurata rappresenta proprio la passione e quale miglior colore per descrivere questo sentimento se non con un bella tonalità di rosso accesa e suadente.

Leggi anche: Maniac è un film horror-slasher underground condito di follia e sangue a volontà.
Il settore attoriale stende veramente al tappeto: oltre all'eccezionale Marc Senter che si cala così perfettamente nella parte tanto da lasciare il dubbio se dietro il ruolo vi sia realmente un'altra personalità più tranquilla e ordinaria, troviamo la musa Robin Sydney ( la stessa ritratta nella foto precedente). Solo in pochi credo siano riusciti a conferire tanta femminilità e fascino ad un personaggio che rompe lo schermo, ci prende con forza per il collo della maglietta e ci fa bruciare dal vivo per la passione che innesca. Ma il comportamento sinuoso non è l'unico mezzo attraverso il quale i modelli umani ci appaiono più veri che mai: anche un'inaspettata flatulenza vale più di mille falsi ancheggiamenti per mostrare uno spaccato di vita reale.

E' facile individuare il passo successivo che suggella pienamente il sentore di compiutezza dell'opera: dal realismo non può che derivarne l'immedesimazione e in questo il film fa il suo botto più grande. Pur riconoscendo la repellenza del personaggio, alla fine si riesce, non dico a patteggiare, ma perlomeno a comprendere le motivazioni che spingono lo squilibrato Ray a compiere una serie di efferatezze: è un tipo che pur di far valere le sue idee non si frega di niente e di nessuno, tanto meno delle pubbliche autorità. La sua distorta visione del mondo è qualcosa di paragonabile a quella di Mandy Lane; sanno entrambi di essere speciali e diversi dalla massa dei loro coetanei e riescono, anche se con mezzi differenti, a portare ai minimi termini le loro preziose convinzioni.
La freddezza che caratterizza l'ambaradan finale e lo stacco repentino dalla sequenza conclusiva, che ci lascia veramente con il cuore in gola per il turbine di intense emozioni, sono l'ennesima dimostrazione che ci troviamo di fronte ad un film leggendario, praticamente perfetto da qualunque prospettiva lo si guardi. The Lost è il ritratto della psicolabilità giovanile e in generale una storia di ordinaria follia.



Interpreti e personaggi.
Marc Senter: Ray Pye
Shay Astar: Jennifer Fitch
Alex Frost: Tim Bess
Megan Henning: Sally Richmond
Katie Cassidy: Dee Dee
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Maniac è un film horror-slasher del 1980 diretto da William Lustig . È interpretato, scritto e co-prodotto da Joe Spinell , noto per alcuni ...

Maniac è un film horror-slasher del 1980 diretto da William Lustig. È interpretato, scritto e co-prodotto da Joe Spinell, noto per alcuni piccoli ruoli in Rocky e in Il padrino - Parte II.
Nel periodo a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta, ai tempi del boom delle videocassette, era facile confonderlo con altri thriller e horror che, appunto, presentavano lo stesso titolo; dal Maniac dietro cui, in realtà, si nascondeva L'idolo, diretto nel 1971 da Barry Shear, a Maniac - Il virus che uccide di Shuki Levy, datato 1988 e incentrato su uno psicopatico malato di AIDS, fino al mediocre Maniac, concepito da Richard Cassidy nel 1978, ma conosciuto in patria come Crazed.

Per qualsiasi autentico appassionato di horror da schermo che si rispetti, però, il vero Maniac è sempre stato quello che, realizzato nel 1980 dal newyorkese classe 1955 William Lustig, proveniente dal porno e futuro autore della trilogia Maniac cop, vide il compianto Joe Spinell di Rocky e Il padrino - anche produttore esecutivo e sceneggiatore del film - concedere magistralmente anima e corpo al solitario, grasso individuo di mezza età Frank Zito, abitante in uno squallido appartamento della Grande Mela e dedito allo sterminio di donne e coppiette che capitano sulla sua strada.

Un vero e proprio classico del genere che, misteriosamente poco considerato quando vengono stilate le classifiche riguardanti i migliori lungometraggi dell'orrore di sempre, ha provveduto a fornire in maniera altamente realistica il ritratto su celluloide di un serial killer di pura fantasia; tanto da anticipare, senza dubbio, il molto più conosciuto Henry - Pioggia di sangue di John McNaughton che, risalente a sei anni dopo, si propose, però, quale resoconto delle malefatte dell'omicida Henry Lee Lucas, realmente esistito.
maniac
Trama.
Su una spiaggia un uomo spia una giovane coppia, che si sveglia in una tenda; quando il ragazzo s'allontana per prendere della legna e accendere il fuoco, la ragazza viene sgozzata dal misterioso uomo. Poco dopo anche il ragazzo fa una brutta fine, venendo strangolato. All'improvviso la scena cambia e ci viene presentato lo stesso assassino che urla, in preda alla paura, nella sua stanza come svegliatosi da un incubo.
Il personaggio in questione è Frank Zito, un uomo di mezza età, solitario, in sovrappeso, che vive in un non specificato quartiere di New York come proprietario di un complesso di appartamenti: casa sua è squallida, piccola e piena d'armi ma, in apparenza, sembra un semplice uomo onesto. Purtroppo questi è, in realtà, un serial killer schizofrenico che di notte gira per i quartieri di New York uccidendo giovani prostitute o giovani coppiette facendo poi lo scalpo alle donne, facendolo indossare ad alcuni manichini dalle sembianze femminili sparsi nella sua abitazione un po' dappertutto. Attraverso essi parla per ore cercando di non sentirsi solo ma anche con se stesso, ai limiti della doppia identità.
Frank, pur volendo, non riesce a smettere e compie omicidi sempre più cruenti: strangola a mani nude una prostituta a cui fa lo scalpo, elimina una coppia appartata in macchina con un fucile a canne mozze e squarta un'infermiera in metropolitana. A un certo punto, però, Frank, mentre cammina a Central Park, nota che una donna l'ha fotografato. Zito, fingendo d'allacciarsi le scarpe, nota sullo zaino della donna, allontanatasi, l'indirizzo di questa. Grazie a quest'informazione, l'uomo arriva a casa della fotografa, la giovane e bella Anna D'Antoni che, inizialmente, vuole uccidere ma poi tra i due c'è una grande sintonia e Frank decide di risparmiarla.
Leggi anche: Premonizioni e scontri all'insegna del paranormale in Premonitions, secondo film del brasiliano Afonso Poyart.
Nei dialoghi tra Frank e Anna si può capire che la madre di lui, Carmen Zito, è morta diversi anni fa per un incidente d'auto. Ciò che lui non le rivela è che la donna lo maltrattava e ne abusava, portandolo a provare un profondo odio nei confronti delle donne in generale, che descrive come "simpatiche illusioni", ma al tempo stesso ha un desiderio morboso di non essere lasciato solo. Inizialmente sembra che Frank sia finalmente riuscito a relazionarsi con qualcuno e sembra davvero che provi qualcosa per Anna, ma i suoi demoni interiori torneranno irrefrenabili e lo porteranno a uccidere una delle modelle di Anna, Rita, per poi portare Anna stessa davanti alla tomba di sua madre dove perde il completo contatto con la realtà. L'uomo cerca di eliminare Anna, ma quest'ultima, dopo un breve inseguimento, lo colpisce al braccio con una pala, ferendolo. Mentre lei scappa, Frank è attirato dalla voce di sua madre che l'incita ad avvicinarsi. Improvvisamente la donna rispunta dalla tomba per trascinare il figlio, ma questi scappa e torna a casa.
Ferito e pieno di tristezza, Frank si sdraia sul letto ma, incredibilmente, i manichini si tramutano nei cadaveri delle sue vittime che lo colpiscono con le varie armi sparse in casa, fino a staccargli la testa. Il giorno seguente due poliziotti in borghese, probabilmente avvertiti da Anna, si dirigono a casa di Zito. Qui si scopre che quest'ultimo non è stato decapitato ma erano tutte allucinazioni della sua mente malata, in compenso ha una grossa ferita nella pancia procuratosi, probabilmente, da un atto di autolesionismo. I due poliziotti lo credono morto e se ne vanno. Nella scena finale, però, la telecamera si avvicina a Frank che apre gli occhi.
Interpreti e personaggi.
Joe Spinell: Frank Zito
Caroline Munro: Anna D'Antoni
Gail Lawrence: Rita
Kelly Piper: infermiera
Rita Montone: prostituta
Tom Savini: ragazzo in discoteca
Hyla Marrow: ragazza in discoteca
James Brewster: ragazzo sulla spiaggia
Linda Lee Walter: ragazza sulla spiaggia
Tracie Evans: prostituta
Sharon Mitchell: seconda infermiera
Carol Henry: sfaticata
Nelia Bacmeister: Carmen Zito
Louis Jawitz: direttore artistico
Denise Spagnuolo: Denise
Billy Spagnuolo: Billy
Nelio Bocmeister: Carmen Zito, madre di Frank
Frank Pesce: reporter tv
Candace Clements: madre al parco
Diane Spagnuolo: seconda mader al parco
Kim Hudson: prostituta d'albergo
Terry Gagnon: donna nel viale
Joan Baldwin: prima fotomodella
Jeni Paz: seconda fotomodella
Janelle Winston: cameriera
Randy Jorgensen: primo poliziotto
Jimmy Aurichin: secondo poliziotto
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